LIBERTÀ DI STAMPA E VIOLAZIONE DEL SEGRETO DI STATO: VATILEAKS2

Ho provato a farmi un’idea del caso Vatileaks2 che, a prima vista, è un atto di pura censura contro il diritto di stampa.
Mi sono informato, per quanto possibile vista l’incombente riservatezza, su quanto accaduto e su quelli che sembrano i capi d’imputazione.

COMBO Avarizia - Via Crucis

COMBO Avarizia – Via Crucis

Facciamo ordine, iniziamo col dividere i 5 imputati: 3 sono accusati di aver trafugato informazioni riservate, 2 di aver usato metodi non leciti per venirne in possesso per poi sviscerarli nei loro due libri.
La posizione dei primi 3 non sembra aver suscitato perplessità da parte dell’opinione pubblica, quindi poche domande, poco interessamento (e anche su questo si potrebbe aprire un discorso lungo). Il grosso del dibattimento sorge sulla vicenda di Fittipaldi e Nuzzi che, a ragione, si appellano alla violazione del diritto di cronaca o libertà di stampa. Credo occorra fare una premessa giurisprudenziale, il processo è in atto presso la Città Del Vaticano, stato sovrano governato da un monarca dal potere assoluto: il Papa. Tale condizione fa sì che l’ordinamento giuridico sia differente, forse non in toto, al nostro dove alcuni diritti sono tutelati e dati addirittura per “naturali”! Alias, appellarsi ad un diritto di libertà di stampa può non essere sufficiente se, questo stesso diritto, non viene tutelato nel paese da cui ne viene contestata la violazione. Qui si apre un altro interessantissimo elemento. La competenza giuridica del tribunale del Vaticano. Se è molto probabile, direi certo, che il reato di furto di informazioni riservate – reato presente in quasi tutti gli ordinamenti giuridici – si sia consumato sul territorio vaticano, è molto meno probabile, per non dire certo in modo assoluto, che l’ipotetico reato di violazione del diritto di stampa, sia avvenuto su territorio della Repubblica Italiana, stato sovrano che riconosce in modo sacrosanto il diritto di cui sopra. Per farla breve, il tribunale di Città Del Vaticano ha messo alla sbarra due cittadini italiani senza chiedere alcuna estradizione al nostro Paese, mi chiedo se sia la prassi.
Da quanto virgolettato sui giornali, né Fittipaldi né Nuzzi, sono stati messi a conoscenza del reale capo d’imputazione, si evince dalla cronaca che i “metodi” con cui le informazioni riservate sono state ottenute sono simili al ricatto o alla coercizione. Beh, ammetto di avere difficoltà nell’immaginare entrambi i giornalisti, minacciare di morte o torturare i 3 corvi!
Sarei eufemistico nel dire che l’impianto accusatorio sembra frutto di un manoscritto del 1300.

In attesa dei prossimi sviluppi, rimango con solo domande. Perché un paese straniero può citare in giudizio un cittadino Italiano senza passare dal via? Perché non è ammessa la difesa del legale di fiducia? Perché in sede di avviamento del processo non vengono elencati in modo dettagliato i capi d’imputazione? Perché il buon Bertone non è stato incriminato dal tribunale dello Stato Vaticano per appropriazione indebita, truffa ai danni di milioni e milioni di Cristiani?

Una cosa è certa, le penne sono sempre e comunque le armi più affilate e temute al mondo. Tanto affilate da poter mettere a rischi la sicurezza di uno Stato, anche dello Stato della Città del Vaticano!

A.T.

http://www.repubblica.it/vaticano/2015/11/23/news/a_processo_con_me_c_e_la_liberta_di_stampa_in_italia-127956446/