IoCiSto: libreria di tutti

Come nasce una libreria

Una libreria nasce quando intorno ne chiudono troppe. Una libreria nasce perché un gruppo di persone decide di mettersi a lavorare gomito a gomito con dei perfetti sconosciuti pur di non assistere inermi all’apertura di un ulteriore centro commerciale o di una patatineria. Una libreria nasce perché qualcuno pensa che la cultura e il sapere sono l’unica cosa in grado di salvarci, che non possiamo salvarci da soli. Una libreria nasce per raccontare delle storie e per dare a queste storie una casa. Anche se le storie poi in fondo sono di tutti, e quindi di nessuno.

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Al Vomero, quartiere residenziale di Napoli, chiudono due librerie storiche, Guida e Loffredo, poi è la volta di Fnac, che diventa Trony, come se non avessimo già abbastanza smartphone o altre diavolerie.

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Si sa, il troppo storpia, ed è così che Ciro Sabatino, giornalista ed ex editore, dice basta, lancia una utopia, che poi diventa un sogno, che poi diventa una proposta, che pian pianino si sta trasformando in un’idea concreta.
Sabatino lancia un appello su facebook “la libreria ce la facciamo noi!” ed è pioggia di “mipiace”.
L’idea di coalizzare forze , soprattutto economiche, e competenze per realizzare un progetto serio per aprire non una semplice libreria, ma la libreria di tutti, è stata virale. L’ideatore del progetto e varie persone si sono incontrati nell’aula consiliare della V Municipalità di Napoli lo scorso 26 maggio; c’erano imprenditori, avvocati, notai, editori, librai, ex librai e Mario Coppeto, il presidente della Municipalità.
Varie sono le opzioni pensate come forma di società, tra queste anche un azionariato popolare, ossia un crowdfunding, una sorta di “colletta” che va sommata a un 50% di azionisti. Dall’incontro già 106 persone hanno sottoscritto il proprio impegno rispondendo Iocisto, come il nome del progetto.

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Impegno reale e concreto, non solo per il versamento di 50 euro a titolo di quota di adesione all’associazione, ma anche per la tenacia dimostrata nel partecipare attivamente alle proposte e discussioni che si svolgono su facebook, all’interno del gruppo nato ad hoc. Ora, chiunque abbia mai partecipato a un gruppo o anche semplicemente a una discussione su facebook sa che è un qualcosa di molto simile alla guerra civile: gente che imbastisce polemiche inspiegabili (saranno pagati?), insultatori di professione, pessimisti cosmici che sembra partecipino solo per il gusto di disfare, addirittura persone che utilizzano il gruppo per pubblicizzare prodotti o offrire truffe travestite da prestiti. Niente di tutto questo ha scalfito la determinazione e la risolutezza della “carica dei 106”! Io ne faccio parte, seguirò il progetto e vi terrò aggiornati sulle sue evoluzioni…chissà che non vi venga voglia di farne parte!

Emanuela Dumontet

@IoCiStoLibreria

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