Dieci Dicembre da leggere in primavera!

Dieci dicembre (Minimum Fax, 2013) è la quarta raccolta di short stories di George Saunders.

Si tratta di dieci racconti, molto eterogenei fra loro, ma con un filo che li attraversa tutti, proprio come quello che tiene unite le ragazze Semplica dell’omonimo racconto, giovani immigrate, espatriate con il riflesso del sogno americano negli occhi e ridotte – da quello stesso sogno – a ornamenti da giardino. È un’America sulla quale Saunders punta una luce che non lascia scampo, scoprendone gli aspetti più crudi e spesso inquietanti.

dieci_dicembre Il filo rosso di questi racconti è la continua lotta dell’essere umano tra la propria dimensione istintivo-emozionale e la ragione. Come in Giro d’onore in cui Kyle deve scegliere se seguire le rigide direttive dei genitori o agire secondo ciò che sente. O come nel racconto che conclude e dà il titolo alla raccolta, dove un uomo che soffre di una malattia degenerativa, decide razionalmente di togliersi la vita, lasciandosi morire di freddo nel bosco, in pieno inverno. Ma si trova a dover fare i conti con un imprevisto, quando un bambino cade nel lago ghiacciato proprio di fronte ai suoi occhi.
In entrambi i casi è l’istinto a prevalere. Un istinto che, in questi dieci racconti, assume un ruolo positivo, mostrato come una forza vitale che porta, senza possibilità di replica, verso la giusta direzione. Fa eccezione – solo in apparenza – Fuga dall’Aracnotesta, racconto dall’atmosfera orwelliana ambientato in un particolare luogo di detenzione a metà tra il carcere ed un laboratorio di cavie umane, dove la testa del ragno diventa una sorta di sala di regia con monitor e vetri attraverso cui un uomo dirige le vite dei detenuti, con conseguenze a volte drammatiche. Qui il protagonista sceglie la morte, ma in un contesto in cui lo spazio all’istintività è quasi azzerato, poiché ogni emozione, ogni pulsione, ogni volontà, è governata dalle droghe somministrate ai detenuti, il suicidio diventa l’espressione di uno slancio vitale, lo slancio alla riappropriazione di sé.

Se l’istinto è quello che ci porta verso la giusta direzione, tutto ciò che potremmo definire come razionale o, meglio, ragionevole, sembra invece svolgere la funzione inversa. Il “ragionevole” qui è spesso sinonimo di convenzionale, è il frutto di una società verso la quale Saunders si pone in maniera evidentemente critica. Ne Le Ragazze Semplica, è ragionevole che un padre di famiglia voglia dare ai propri figli le migliori possibilità. Ma questa esigenza è dettata dal continuo senso di frustrazione e inadeguatezza che la società getta su di lui. In un mondo (futuro o allegorico che sia, comunque molto vicino al nostro) in cui l’ostentazione del proprio status economico viene prima di tutto, il protagonista del racconto cerca di far sì che i propri figli possano crescere sentendosi al pari degli altri. Ma questa strada, quella del razionale-ragionevole, sembra suggerire Saunders, non porta a nulla di buono. Così una vincita di diecimila dollari alla lotteria si trasforma in una vera e propria disgrazia da cui la famiglia uscirà economicamente e moralmente distrutta.

Varrebbe la pena leggere questo libro anche solo per i quattro racconti citati (Giro d’onore, Fuga dall’Aracnotesta, Le Ragazze Semplica e Dieci Dicembre). Qui Saunders raggiuge una perfezione tale per cui leggendo ci si dimentica di tutto. E con tutto intendo anche quell’odiosa pellicina vicina all’unghia, che vorresti tanto mordicchiare, la notifica del messaggio letto su whatsapp, o le domande del tipo cosa farò della mia vita o più semplicemente cosa mi cucinerò per cena. Varrebbe la pena, appunto. Per fortuna, però, i racconti non finiscono qui. E credo di averli amati così tanto perché, in fondo, sono racconti pieni di speranza. Anche sulle situazioni più drammatiche Saunders proietta sempre un po’ di luce e non diventa mai disfattista.
È come se ci dicesse che in un mondo alla deriva l’uomo può ancora fidarsi di se stesso. Magari poi, se va bene, capita anche che questa fiducia se ne vada un po’ in giro per i fatti suoi e incontri qualcosa, o qualcuno…
Allora una luce brillerà fortissima, anche in pieno dicembre.

Grazie a Diletta Bosso
@Dile_B

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